Nel 1974, all'avvocato milanese Giorgio Ambrosoli viene affidato l'incarico di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana del potente e corrotto finanziere Michele Sindona. Coadiuvato dal maresciallo Silvio Novembre, l'avvocato scopre un fitto intreccio di affari illeciti che lega l'alta finanza alla criminalità organizzata e al potere politico. Nonostante i tentativi di corruzione, l'isolamento istituzionale e le pesanti minacce di morte, Ambrosoli prosegue la sua rigorosa battaglia per la legalità con assoluto senso del dovere, fino alla drammatica sera dell'11 luglio 1979, quando viene assassinato sotto casa da un killer assoldato da Sindona.